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#Sanremo2019 vol. 1

Inizia l’edizione sixnine del Festivallllllll. Il trittico – Baglioni, Raffaele, Bisio – sale on stage  e da inizio alle danze presentando il primo in gara: Renga. Se non partecipava era uguale. Il cuore di Napoli torna al festival, Nino D’Angelo con un giovanissimo Livio Cori. Da capire. Ritorna Nek ed è subito elettronica in salsa italiana, cotta alla piastra. Piccolo spazio pubblicità e poi Zen Circus, la musica indipendente al festival. Forse il brano funzionerà alla lunga, forse…  Aridaje con il Volo, il brano si chiama: Musica che resta… secondo me, non resterà molto!!!  La Bertè tira fuori le sue gambe, ma la sua voce e la sua canzone vincono su tutto. Primo ospite di peso Bocelli, canta con il dirottatore Claudio e poi col figlio spilungone. Standing ovescion. Riprende la gara e salirò, per citare una sua fortunata canzone, sul palco, Daniele Silvestri, che fa Daniele Silvestri con l’aggiunta dello spirito di oggi, aiutandosi col rapper Rancore. Una paraculata da 10e lode, comunque. Bisio fa monologo, mmmmm (e ho detto tutto)! Menomale che torna la gara. Federica Carta e Shade,  un duo giovane e da voto 4 minimo. Ultimo, solo di nome, arriva dalla vittoria tra i giovani lo scorso anno: il nuovo che avanza. Favino torna sul luogo del delitto. Paola Turci un anno si e un anno, ritorna. Motta è il nuovo che avanza, sentiamo… (soprattutto nei prossimi giorni che è meglio). Altri nuovi che vogliono avanzare,i  Boomdabash, che da soli senza la Bertè si perdono, saranno arrivati in Francia, minimo. Capelli stratosferici per la Pravo, che con Briga ritorna al festival.  Il pezzo ci piace. dopo i dread della Patty, i ricci di Cristicchi. La sua canzone sembra quella vincitrice qualche anno fa, manco una virgola nuova. Bo! Ricordo di Frizzi, nel giorno del suo non compleanno. Ospite di lusso sul palco  pirotecnico, Giorgia. Si canta, e di gusto. Poi ad un certo punto, un inutile: Achille Lauro. Arisa risolleva la situation. Ritmo come non mai per lei. Siparietti che non divertono manco i familiari di Baglioni/Raffaele e poi la gara con i Negrita, che fanno i Negrita paro paro. i presentatori fanno il quartetto Cetra con l’aggiunta di Claudio Santamaria. Niente, un deserto di commenti. Ghemon canta, ma chi sia non lo sanno manco i genitori, il pezzo poi.  Einar riprende la gara, ma è pop italiano strarisentito. Ex Otago sono conosciuti dicono, mah…Anna Tatangelo in D’Alessio, sempre meglio di Ghemon. Poi Nigiotti, quello di X Factor, tanto per non farci mancare l’altro talent. Poi Mahmood che chiude il cerchio, ma non la serata, infatti ancora qualche tempo, perso e il sipario cala, come pure il sonno, ma forse quello è già calato da un po.

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