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Materia e pittura si incontrano in “Culla di Roseo Universo”

Dal 5 al 12 settembre 2017 Loft Gallery Spazio MatEr di Ilaria Sergi, in via Ludovico Muratori 11 Piazza Iside Roma, presenta “Culla di Roseo Universo”, la prima mostra personale nella Capitale dello scultore romagnolo Giuliano Cardellini, a cura di Sveva Manfredi Zavaglia.
L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 18,30 alle 21,00. Martedì 5 settembre dalle ore 18.30 l’inaugurazione in galleria con performance poetica dell’artista.
LA MOSTRA
Il nuovo progetto espositivo dell’Artista romagnolo – di circa quattordici opere tra pittura e scultura – è l’incontro tra Materia, con ferro e acciaio, e Pittura, con un blu carico di infinito e sacralità, per rappresentare la sua più recente e profonda emozione, in riferimento al concetto dell’Universo. Il “Cosmo” di Giuliano Cardellini è simile ad un “notturno indiano”, un viaggio tra illusione e specularità, dove l’intenso blu scuro – caratteristico dell’artista romagnolo – invade lo spazio creando – attraverso oggetti di uso comune e quotidiano, in un ready-made duchampiano – ingranaggi sacri della  Vita: bulloni, viti, chiodi, diventano gli elementi di mappe stellari di particolare splendore e di indiscussa unicità.
“Culla di Roseo Universo” sembra infatti reinterpretare in chiave contemporanea la più antica mappa stellare rappresentata nel Disco di Nebra ed il messaggio sociale e artistico che Giuliano Cardellini trasmette in questa prima esposizione romana è proprio quello di riuscire a conservare dentro noi quella capacità di meravigliarci davanti ad un cielo stellato, perché non siamo più abituati ad alzare lo sguardo e cercare un contatto con l’universo e la visione dello  straordinario tappeto di luci  andrebbe preservata così come la conoscenza diffusa dell’astronomia che per millenni ha connesso l’Uomo al  Cosmo.  In questa produzione Giuliano Cardellini compie una straordinaria azione intellettuale attraverso cui l’arte viene privata della sua finalità e caratterizzazione estetica, per configurarsi come un atto puramente psicologico grazie al quale l’artista eleva l’oggetto in una dimensione in cui è “arte in potenza” e l’atto che lo qualifica è la libera operazione mentale dell’artista, sostituendo il binomio di “pittura-pittura” con quello di “pittura-idea”
IL TESTO CRITICO
Come ci racconta Sveva Manfredi Zavaglia, curatrice della mostra: “…attraverso un processo si rielaborazione della realtà, in cui la ricerca si fonde con la fantasia, Giuliano Cardellini conduce il suo pubblico in un viaggio nella “Coscienza”. La Sostenibilità, l’Inclusione, l’Amore e la Bellezza sono la chiave di lettura di tutta la sua produzione. Il percorso espositivo è un viaggio sulle tracce intime dell’artista, sulla sua ricerca dell’amore universale. Cardellini esplora, con consapevolezza innovativa, linee e colori appassionanti e dal suo tocco originali.  Come scrive la critica Emiliano sulle sua serie dei blu: “Egli utilizza oggetti residuali “rubati” alla meccanica come: viti, bulloni e dadi, accompagnando il pubblico all’interno di un racconto onirico. La materia, quindi, si adagia sulla tela cristallizzata e viene avvolta da un colore blu intenso, perde il suo peso specifico per definire un nuovo ruolo.”

 

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