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Investimenti sicuri, tra dubbi e calo rendimenti: focus sulle soluzioni migliori

Allo stato attuale dell’economia mondiale ed europea, sono in molti quelli in dubbio su quale forma di investimento sia la più sicura. Gli investimenti di tipo più redditizio sono raramente accompagnati da una certa “garanzia” di sicurezza: parafrasando i contenuti di affarimiei.biz, è insito nei meccanismi dell’economia che gli investimenti che fruttano di più sono quelli in campi innovativi con idee mai esplorate prima.

Proprio in virtù di questa caratteristica non è possibile giudicare quanto affidabili siano investimenti di questa natura. Di norma, a titolo di esempio, si può considerare l’acquisto di azioni: a tali titoli è associata una certa quantità di rischio ma, dall’altro lato della medaglia, troviamo un certo potenziale di fruttare guadagni. Per destreggiarsi in questo campo bisogna innanzitutto saper avvalersi dei consigli degli esperti e diversificare in maniera opportuna il proprio portafoglio azionario.

D’altro canto molti movimenti di salvataggio banche degli ultimi tempi hanno notevolmente abbassato la fiducia degli investitori, che devono essere molto più guardinghi quando decidono di spendere il proprio capitale. Attualmente il mercato è fortemente penalizzato da un calo dei rendimenti generale, frutto degli ultimi provvedimenti della BCE, e che sicuramente segneranno il 2017. Investire in conti deposito o buoni fruttiferi non è più una opzione valida proprio a causa di questo importante abbassamento dei rendimenti.

Altra variabile da tenere bene in mente è l’inflazione: il rischio di un suo aumento è sempre presente e andrebbe a influenzare fortemente la gestione del capitale da investire, in quanto le dinamiche di mercato sono inevitabilmente segnate da tale parametro.In ottica di un eventuale aumento dell’inflazione conviene allontanarsi da investimenti che promettono grandi ritorni economici e affidarsi a titoli dal rendimento sicuro e legato proprio all’inflazione.

Ad esempio potrebbe essere un’ottima idea acquistare buoni fruttiferi postali, che sono indicizzati al valore dell’inflazione in Italia. Un’altra alternativa è rappresentata anche dai BTP Italia, ovvero i Buoni del Tesoro Poliennali che sono ad ogni modo collegati alla variazione dell’inflazione. Tali titoli sicuramente non offrono rendimenti elevati e potrebbero risultare poco appetibili agli investitori più ambiziosi, ma il periodo incerto del mercato finanziario non offre nulla che possa coniugare rendimento con sicurezza nell’investire.

 In virtù di quanto illustrato, BTP e buoni fruttiferi postali rappresentano la soluzione migliore per i risparmiatori che desiderano proteggere quanto hanno accumulato da svalutazione e proteggersi dall’inflazione. Chiaro come questi investimenti funzionano più come protezione e valorizzazione del proprio capitale risparmiato, mentre i rendimenti non sono alti.

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