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Cloud: è boom, ma manca una strategia di cybersecurity

Il cloud piace sempre più alle imprese di tutto il mondo. Mese dopo mese, aumenta il volume id informazioni che le aziende “spostano” on line, con numerosi vantaggi sia in termini di spazio di archiviazione sia di praticità di accesso ai documenti anche da remoto, senza contare che attraverso queste piattaforme le imprese si liberano di costi di manutenzione e gestione.

Una tendenza in crescita

Il 78 per cento delle imprese mondiali fa già ricorso ad almeno una piattaforma basata su un modello Software-as-a-Service (SaaS). Le stesse aziende, con una percentuale lievemente inferiore e pari al 75 per ceno, ha in programma, per l’immediato futuro, di spostare più applicazioni nel cloud. Per quanto riguarda l’Infrastructure-as-a-Service (IaaS), quasi la metà delle grandi aziende (il 49 per cento) e delle piccole e medie imprese (il 45 per cento) ha deciso di delegare la gestione dell’infrastruttura e dei processi IT a terze parti. I dati emergono da una recente ricerca condotto dal colosso russo attivo nel comparto della cybersecurity Kaspersky Lab.

Attenzione alla sicurezza

Lo studio ha evidenziato, però, una scarsa attenzione e conoscenza da parte delle imprese dei rischi legati alla cybersecurity. Ben il 35 per cento delle imprese intervistate, ad esempio, ha ammesso di non essere a conoscenza di dove vengono archiviate alcune informazioni, se sui server dell’azienda o su quelli dei propri fornitori di servizi cloud. Ben sette aziende su 10 (il 70 per cento del campione) che si affidano a provider SaaS e di servizi cloud sono sprovviste di una adeguata strategia per la gestione degli incidenti di sicurezza che potrebbero interessare i propri partner. Inoltre, i dati evidenziano anche che un’azienda su quattro non ha neanche controllato le credenziali di conformità del proprio service provider, dando per scontato che le conseguenze di eventuali incidenti siano a carico del provider stesso.

La velocità a discapito della sicurezza

A incidere fortemente sulla tendenza a tralasciare gli aspetti legati alla cybersecurity è stato soprattutto il tempo, brevissimo, in cui le aziende hanno adottato soluzioni clou. “L’andamento rapido con cui viaggia la trasformazione digitale – ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab – sta portando maggiore efficienza e flessibilità alle operazioni aziendali ma presenta anche nuove sfide alla sicurezza che mettono in pericolo le aziende. Ogni dato deve essere protetto ovunque si trovi e in qualsiasi momento. Per fare ciò, le aziende devono individuare le anomalie all’interno delle proprie infrastrutture cloud e questo si può ottenere solo attraverso una combinazione di tecniche come il machine learning e l’analisi comportamentale”.

Tutelare il cloud per prevenire danni importanti

Il cloud è un elemento strategico e sempre più indispensabile nella vita delle imprese 4.0, per questa ragione richiede un livello di conoscenza e tutela completo da parte delle imprese stesse. E’ fondamentale, quindi, affidarsi a operatori seri e professionali, come Fatture inCloud, che propone un’ampia gamma di servizi in cloud, come software fatturazione ma non solo, e anche pianificare adeguatamente la strategia finalizzata a tutelare dati e informazioni on line. Lo studio russo ha evidenziato che in mancanza di questa pianificazione le aziende vanno incontro a rischi importanti. Le grandi imprese, infatti, subiscono in media un danno finanziario di 1,2 milioni di dollari in seguito a un incidente di sicurezza legato al cloud. Le piccole e medie imprese, invece, vedono la quota scendere a quota 100 mila dollari.

I dati più colpiti

Sono tre le tipologie di dati da considerare maggiormente sensibili: informazioni sui clienti altamente sensibili; informazioni di base sui dipendenti; e-mail e comunicazioni interne. Il 42 per cento delle aziende intervistate ha dichiarato di non sentirsi protetto dagli incidenti che potrebbero interessare il proprio fornitore di servizi cloud. Il 24 per cento, inoltre, ha subito, negli ultimi 12 mesi, un incidente di sicurezza che ha colpito l’infrastruttura IT di terze parti.

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