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“Armenia, Ossip Mandelstam. Dessins” di Giuseppe Caccavale alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia, ospita la presentazione del volume Armenia, Ossip Mandelstam. Dessins di Giuseppe Caccavale.

In una libreria di Napoli, Giuseppe Caccavale trova una copia di Viaggio in Armenia di Ossip Mandel’štam, testo di prosa che aveva già letto in passato da una copia in francese. Più di venti anni dopo, nel 2014, rilegge questo libro con gli occhi nuovi della maturità. Il fascino di questo testo lo spinge a comporre il proprio omaggio all’ autore nella veste di una riproduzione a grafite dei versi che il poeta scrisse in occasione del suo viaggio in Armenia.
Mandel’štam, nato a Varsavia nel 1891, è stato un grande poeta russo, impegnato in cerchie dell’ avanguardia che intendevano rinnovare la poesia russa dei predecessori simbolisti in nome di una ricerca di espressività poetica aderente alla realtà tangibile, l’acmeismo. Fu purtroppo emarginato dalla sua epoca, perseguitato e censurato come altri intellettuali dalla dittatura sovietica, ritenuto colpevole di non essere allineato nel celebrare fastosamente il presente. Ma Mandel’štam guardava la realtà da una prospettiva antica ed il tanto desiderato viaggio in Armenia aveva proprio il significato allegorico di un ritorno ad una mitica età arcaica che coincideva con l’età della poesia, viaggio nella memoria alle origini del linguaggio e dell’uomo.

L’Armenia era per Mandel’štam un luogo di incrocio di civiltà, di comunanza tra culture orientali ed europee, il suo “Mediterraneo” all’ombra del monte Ararat, dove nacque la parola nella Genesi (Serena Vitale). Durante il viaggio intrapreso nel 1930 le montagne e i paesaggi armeni, gli restituirono la scintilla dell’ ispirazione poetica dopo un silenzio di cinque anni, per non abbandonarlo più. Al ritorno, scrive un ciclo di 12 poesie, Armenia.
In seguito, la vita del poeta è sempre più precaria e isolata: dopo l’ Epigramma a Stalinsubirà l’arresto e la prigionia in Siberia, dove morirà nel 1938.

Caccavale ha realizzato 5 grandi album (formato 30 x 43) che riproducono tipograficamente i testi completi delle poesie a matita, ognuno dei quali composto da 25 pagine, altrettante interpretazioni artistiche dell’ opera letteraria. Alla radice di questo progetto, la volontà di dare forma a disegni che coincidono con la scrittura, disegni scritti. Per l’ artista, tracciare il solco delle lettere che formano i componimenti è un gesto simbolico, è un ringraziamento al poeta che lo ha condotto in un viaggio che solo il lettore può afferrare. Ma è anche un percorso di sottrazione e rinnovamento, ripartire dalla grafite e dalle lettere per ritrovare occhi rigenerati in un’ideale “scuola di vista”. Attraverso il disegno, si attinge alla poesia. Il volume, edito dalla casa editrice Editions Parenthèses, accoglie le traduzioni dei testi poetici in francese, italiano e tedesco.

Giuseppe Caccavale è nato nel 1960 ad Afragola, in provincia di Napoli. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e attualmente vive e lavora tra Bari e Parigi, dove insegna l’arte dell’affresco e disegno presso l’École nationale supérieure des Arts décoratifs di Parigi. Le sue opere sono state esposte in numerose gallerie e musei in Europa e ha partecipato recentemente alla 56° Biennale di Venezia. Il suo lavoro nasce dalla corrente alternata tra periodi di riflessione e realizzazione di installazioni che esplorano la stratigrafia di diverse ricerche, che muovono dalla figura alla letteratura, comprendendo gesto e parola in una visione unica. L’installazione realizzata alla Biennale di Venezia del 2015 per il Padiglione Italia ha fornito l’occasione per dare unità alla creazione grafica, l’affresco, la poesia e la fotografia, partendo da una poesia di Massimo Gezzi. L’artista ha inoltre creato un muro sonoro, Viale dei canti (maggio 2016), per l’Institut italien de Paris in collaborazione con il compositore Stefano Gervasoni, ispirato alla poesia di Leopardi.

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