SOCIAL
  • resta aggiornato

    Segui 26Lettere.it su Facebook e Twitter

Applicazioni disruptive della blockchain e nel Fintech

di Fiorella Ialongo

Le startup che operano nel campo del Fintech sono tra quelle che registrano i tassi di crescita più alti. Un esempio di particolare interesse è rappresentato da Borsa del Credito. Essa è una startup leader nel settore del peer to peer lending, ovvero nel prestito tra privati, che opera come istituto di pagamento autorizzato dalla  Banca d’Italia. In altri termini, si tratta di una piattaforma digitale che consente in pochi minuti di presentare una richiesta di finanziamento per piccole e medie imprese che viene concesso, in caso positivo, entro tre giorni lavorativi. La startup ha recentemente concluso un ulteriore aumento di capitale pari ad 1,6 milioni di euro che è stato condotto dalla società di venture capital P101 e da Gc Holding. Un altro investitore è stato il gruppo di gestione del risparmio Azimut. Esso,  tramite questa operazione, ha confermatao la propria capacità di saper individuare anteriormente i mercati con maggiore potenziale di sviluppo ed acquisire un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti, in maniera analoga a quanto già avvenuto nel mercato cinese in cui il gruppo è stato un pioniere. Accanto ai precedenti investitori vi è stata una realtà finanziaria dinamica e ben capitalizzata: la Banca Popolare di Fondi, che conosce bene le esigenze di credito delle Pmi. Per questo intende adottare un modello di business di tipo anglosassone in cui accanto alle tradizionali attività bancarie affianca lo sviluppo di innovative e condivise forme di finanziamento al fine di fornire ulteriori e maggiori possibilità di credito alle imprese. Restando in tema di innovazioni, quelle più dirompenti nel campo della finanza si basano sulla tecnologia blockchain. Le sue potenzialità sono elevate. Da essa sono derivati i bitcoin, successivamente la moneta elettronica ha ceduto il passo, negli studi ed interessi, ad altre applicazioni. Queste ultime stanno cambiando radicalmente il sistema economico, ad esempio, nella parte che riguarda le transazioni, proprietà e relativi rapporti. Detto diversamente, la struttura finanziaria è fondata su un apparato di transazioni che richiede di essere certificato. Tali scambi possono essere resi maggiormente semplici, sicuri, con una forte riduzione dei costi e non avere più bisogno di enti di regolamentazione che garantiscano gli scambi. Accanto a questi aspetti tecnici, i riflessi di questo cambio di paradigma si possono ripercuotere anche su quelli normativi. Un caso concreto si può riferire, ad esempio, all’identità digitale, cioè alla necessità  di dover accedere a siti che richiedono dati certificati e verificati come nel caso dell’apertura di un conto bancario o di una polizza assicurativa online. In tali ipotesi la tecnologia blockchain offre risposte comode e sicure come quelle elaborate dalla startup Spidchain. La sua soluzione riprende lo schema di Facebook, ossia l’utente si logga (cioè accede ad un sistema protetto dietro riconoscimento della sua identità da parte dello stesso sistema) con un semplice click. La differenza con il “social” consiste nel fatto che con SpidChain, in tempo reale, dalla blockchain il sito bancario o assicurativo riceve un certificato che attesta la veridicità dei dati forniti. Inoltre, non vi sono i problemi legati alla privacy in quanto la tecnica della startup soddisfa i termini richiesti dalla nuova normativa del GDPR, per cui i dati degli utenti non sono salvati né sulla blockchain, né sui server di SpidChain, ma sono sempre fisicamente nelle mani degli utenti. SpidChain ha partecipato alla finale dell’hackaton (competizione tra startup e programmatori) di BNP Paribas, a Parigi, e si è sfidata con 160 startup da tutto il mondo ed è stata una delle soluzioni premiate, avviando una possibile integrazione della tecnologia in alcuni processi di BNL. La startup ha avviato anche un programma divulgativo di successo denominato Blockchain Roma. Esso è teso ad approfondire e qualificare la conoscenza della tecnologia in oggetto, ed in particolare un mercato molto promettente ma non ancora maturo e che richiede quindi una adeguata preparazione per evitare spiacevoli sorprese. Il riferimento è agli aspetti finanziari delle Initial Coin Offering (ICO), la nuova forma di finanziamento per l’innovazione tramite la cryptomoneta e ritenuta da molti analisti come l’alternativa ai venture capitalist. Gli eventi sono organizzati in collaborazione con LVenture Group ed Angel Partner Group. Gli speaker di questi incontri sono relatori noti anche a livello internazionale e startup che operano nel settore fornendo possibilità reali di applicazioni. Nell’ultimo incontro è stato presente Giorgio Maria Mazzoli, cofondatore di CoinLex, portale di approfondimento sulle problematiche giuridiche legate alle cripto valute. Egli ha analizzato gli aspetti legali delle ICO in Italia con un respiro europeo. Un altro relatore è stato Alessandro Lentini, fondatore di SelfieWealth in cui opera utilizzando il Machine Learning nel FinTech  Egli ha esaminato il Robo-advisory, le cripto valute ed asset digitali fornendo riflessioni sulla consulenza automatizzata e le nuove sfide del mondo finanziario. Accanto ai precenti speaker ha relazionato Emanuela Manor, Italian Regional Manager di eToro, il social network per investimenti leader al mondo, di cui ha sottolineato l’elemento dirompente di innovazione nella gestione degli impieghi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>